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OO.SS. Comunicato unitario: Incontro del 9 giugno 2023

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 10 Giugno 2023

In data 09 giugno 2023 si è tenuto l’incontro tra Agenzia e OO.SS. Nazionali con all’O.d.G.il coworking, le famiglie professionali e i criteri di selezione delle POER.
Relativamente al Coworking (lavoro a distanza) si è conclusa la fase di confronto che ha portato ad una intesa - dopo quelle su smart working e telelavoro - che prevede l’attivazione di circa 250 postazioni a livello nazionale a cui potrà accedere il personale interessato e le cui assegnazioni saranno effettuate sulla base di una graduatoria che terrà conto della distanza della sede di servizio dal luogo di residenza, delle situazioni di invalidità (personali o di affini tutelate da legge) e della presenza di figli.
Grazie anche al contributo che abbiamo dato nell’ambito del confronto, rimangono garantite le attuali posizioni in coworking nell’ambito di alcune Direzioni Territoriali, così da contemperare le aspettative di altri colleghi che potranno accedere a tale istituto. E’ stato peraltro affidata alle DT la facoltà di valutare la costituzioni di ulteriori postazioni.
Subito dopo, abbiamo chiesto al Direttore del Personale di definire, prima di affrontare gli altri argomenti, la distribuzione delle somme del Fondo 2021 come “Budget di sede” alle Direzioni Territoriali. Si è così proceduto alla sottoscrizione dell’accordo che permetterà, una volta esaminato dagli organi di controllo, la possibilità di attivare a livello territoriale la contrattazione locale per distribuire le somme dovute ai lavoratori.
La trattativa è poi proseguita sulla definizione delle “Famiglie Professionali” che completeranno il nuovo ordinamento per aree introdotto dal CCNL, consentendo così di procedere alle nuove assunzioni di personale, inquadrato in “ambiti professionali” che superano e chiudono la prolificazione di Profili che la precedente gestione aveva adottato.
L’attivazione delle famiglie professionali è peraltro indispensabile anche per concordare passaggi interni di Area, al netto del nostro impegno, che continua, per superare la questione dei 151 idonei del passaggio da seconda a terza Area.
La proposta su cui si sta basando la trattativa semplifica e raggruppa i tanti ex profili seguendo un principio di omogeneità degli ambiti professionali e delle mansioni assegnate, garantendo nel contempo percorsi di sviluppo professionale a tutti i lavoratori.
L’argomento è stato aggiornato all’incontro già previsto per mercoledì 14 p.v.
Anche il confronto sui criteri di selezione per le POER è stato rinviato al prossimo incontro.
Noi in conclusione abbiamo proposto unitariamente all’Amministrazione di mettere in calendario anche la definizione di un accordo per gli ulteriori passaggi entro le aree con decorrenza 2023 e l’apertura di un confronto, di seguito alla definizione delle famiglie professionali, per l’individuazione nell’ambito delle dotazioni organiche di un percorso di “apicalizzazione” che consenta di mantenere aperte le possibilità di carriera del personale dell’Agenzia.

 
Roma 10 giugno 2023
                                                                FPCGIL                     CISLFP                           UILPA
                                                               Iervolino                      De Caro                        Procopio

 

 

 

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 Unitario9giugno.pdf

Il voto alle donne: punto di arrivo o di partenza?

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 31 Maggio 2023

 

Voto alle donne: conquista importantissima nella storia dell’emancipazione femminile passata attraverso movimenti delle donne che da oltre un secolo cercano riconoscimenti di ruoli pubblici perché in assenza del diritto di voto non c’è rappresentatività per affermare i propri diritti.
Impeto e passione, coraggio e determinazione, arrivati fino a noi attraverso echi non sopiti delle voci di donne che ancora risuonano nei libri di storia, nei romanzi, nelle poesie, nei canti portandoci nei loro pensieri, nella loro vita.
Un percorso non lineare con istanze sempre respinte e non solo in Italia indipendentemente dai diversi contesti e momenti storici, politici, culturali che le donne hanno sempre affrontato attraverso la costituzione di movimenti, reti, dimostrazioni, petizioni, marce, scioperi della fame per dare visibilità alla richiesta di riconoscimento del suffragio universale anche per loro. Voci di donne capaci di superare le singole posizioni sociali, i singoli ideali e visioni della vita cercando intenti comuni perché consapevoli del bisogno di ridisegnare la società per occupare ruoli pubblici riservati agli uomini sfidando con coraggio convenzioni e stereotipi, dell’importanza di costruire, di studiare, di organizzare il modo di rappresentarsi anche fuori dalle mura domestiche. Consapevolezza che non tutte le donne, nella loro contemporaneità, hanno raggiunto nello stesso momento anche se tra loro non mancarono voci dissonanti. E, nel lungo cammino verso il voto alle donne, ci sono state, anche se rare, voci di uomini a favore.
Ad aprire ad un progressivo ed importante spazio pubblico per le donne che lavoravano era stata la rivoluzione industriale perché il lavoro diventava luogo di emancipazione, dove la ricerca di uguaglianza con gli uomini significava, e significa ancora, riconoscimento di diritti. Riconoscimento che si accompagnava a diversi modelli o più esattamente alle “nuove” identità che uscendo dalla sfera privata si presentavano, e si presentano ancora, nella società e che le donne sentivano, e sentono ancora, il bisogno di ri-definire con la crescente consapevolezza della propria unicità come persone. Questo processo cominciò ad allontanare, nel tempo, la visione idealizzata della donna del passato dedita esclusivamente alla famiglia, rifiutandola quale esistenza “normalizzata” in quell’ ideale e trasformarla attraverso lo studio, il lavoro, la partecipazione alla vita pubblica; partecipazione alla vita pubblica in modo attivo di donne appartenenti alle diverse classi sociali, nobili, borghesi, operaie, contadine, maestre, telegrafiste… portando ognuna il proprio contributo, le proprie conoscenze, il proprio coraggio, la propria determinazione. La rivoluzione industriale apriva in quegli anni anche all’impatto delle trasformazioni sociali sul diritto (i “germi” del futuro, i “germi dei diritti sociali”).

Ma quando nasce la questione femminile?
La questione femminile nasce in Europa con la rivoluzione francese quando una donna, Olimpe de Gouges, presenta, senza trovare accoglimento, una “Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina” per avere una tutela giuridica tale da permettere alla donna l’esercizio dei propri diritti di uguaglianza, civili e politici, gli stessi riservati agli uomini. Alla fine dell’Ottocento la condizione delle donne aveva uno stato di minorità rispetto agli uomini. Uno stato riservato sia alle donne dei ceti agiati che vivevano in un modello femminile che si esprimeva all’interno delle loro case cercando fuori dalla famiglia attività da svolgere come beneficenza o come occupazioni lavorative più consone al loro stato sociale, favorite anche dalla possibilità di accesso all’istruzione, sia alle donne delle classi non agiate, che non avevano accesso all’istruzione, che lavoravano come operaie nelle fabbriche, come contadine, come domestiche, come commercianti, come sarte, maglieriste, ricamatrici… con salari bassissimi aggiungendo questo lavoro a quello della cura della casa e dei figli. Lavori svolti per necessità anche se non sufficienti per i bisogni della famiglia ma che, di fatto, erano anche una apertura, se non l’unica, al mondo “fuori dalla famiglia” per le donne delle classi non agiate. Per le donne borghesi, le donne dei ceti più alti, il lavoro “fuori dalla famiglia” poteva rappresentare, invece, per padri e mariti, incapacità a mantenere la propria famiglia.
I primi movimenti per il diritto di voto nacquero nel 1848 negli Stati Uniti mentre in Europa nel 1897 ma solo nel 1903, con la fondazione del “National Union of Women’s Suffrage”, attraverso dimostrazioni, petizioni, marce, scioperi della fame si riuscì a dare visibilità alla richiesta di riconoscimento del suffragio universale, cioè anche alle donne.
Riconoscimento che arrivò negli Stati Uniti nel 1919 mentre in Europa, nel 1907 per le donne finlandesi, nel 1923 per le donne inglesi, nel 1931 per le donne spagnole e portoghesi, nel 1944 per le donne francesi, nel 1945 per le donne italiane, nel 1971 per le donne svizzere.

Il cammino delle donne in Italia.
Nel nostro Paese le prime richieste per il suffragio alle donne risalgono all’indomani dell’Unità d’Italia, nel 1861, con una petizione presentata alla Camera dei deputati delle donne lombarde affinché il loro diritto di voto riconosciuto dal Codice austriaco teresiano seppur con delle limitazioni (benestanti e amministratrici dei loro beni e la possibilità di essere elette in alcuni comuni) fosse esteso a tutte le donne italiane. Diritto di votare ma non di essere elette riconosciuto alle donne anche nel Granducato di Toscana con un decreto del 1848. Nello Statuto Albertino (che vigeva dal 1848 nel Regno di Sardegna e dal 1861 nel Regno d’Italia), dove l’uomo occupava “naturalmente” la sfera pubblica e le donne “naturalmente” si dedicavano alla cura della famiglia e della casa, l’uguaglianza davanti alla legge di “Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado…” affermata nell’articolo 24, era rivolta “naturalmente” solo agli uomini, limitando la capacità giuridica delle donne sottoponendola alla tutela dell’uomo, padre o marito. Passi importanti, ma non decisivi per l’uguaglianza, fu l’approvazione della legge n. 4176 del 1877 che riconobbe alla donna il diritto a testimoniare negli atti normati del Codice Civile, la sentenza della Corte di Appello di Ancona del 1906 che, a differenza di altre Corti di Appello per le stesse istanze in altre città italiane, riconobbe l’iscrizione alle liste elettorali di alcune maestre marchigiane respinta però dalla Regia Corte di Cassazione di Roma che, in riferimento all’articolo 24 dello Statuto Albertino si espresse così “ …è così ovvio che le donne siano escluse dal diritto di voto, che non si è sentito il bisogno di dichiarare tale concetto nella formulazione dello Statuto Albertino”, e l’abrogazione dell’autorizzazione maritale con la legge n.1176 del 1919. Interessante, da punto di vista giuridico, l’interpretazione dell’articolo 24 dello Statuto Albertino, di Ludovico Mortara, Presidente dell’allora Corte di Appello di Ancona, che superando “ogni prevenzione personale” sull’estensione del diritto di voto alle donne dichiarò: “Essa non si cristallizza in una forma iniziale per sempre irriducibile, ma vive la vita stessa della civiltà, ed è animata dallo spirito di questa. Indagarne il significato, indicarne l’intenzione è compito del magistrato innanzi a cui sorge la controversia su tale proposito ed in relazione al caso dal quale essa è occasionata.” (1)
Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale diverse sono state le azioni per migliorare la vita delle donne, con il riconoscimento non solo del diritto di voto ma anche con forme di tutela della loro condizione sociale e lavorativa. Azioni che hanno visto petizioni, proposte di legge, nascita di movimenti e associazioni femminili organizzate e con organi di stampa propri.
Il primo movimento delle donne nacque a Milano nel 1880 quando Anna Maria Mozzoni insieme ad altre donne fondarono la “Lega promotrice degli interessi femminili” non solo per il diritto di voto e l’abolizione dell’autorizzazione maritale ma anche per i diritti sociali (Cassa di maternità, istruzione… ). Nel 1899 nacque, sempre a Milano, ad opera di donne di diversa estrazione sociale l’Unione femminile che, diffondendosi velocemente anche in altre città, diventò, nel 1905, nazionale. Un movimento a favore del suffragio alle donne rappresentando allo stesso tempo la specificità femminile anche attraverso la pubblicazione dal 1901 al 1905 di un mensile. Nel 1903, a Roma venne fondato il “Consiglio nazionale delle donne italiane” affiliato all’ “International Council of Women” che raccoglieva diverse associazioni femminili; attraverso questo Consiglio, i movimenti delle donne italiane entrarono nel movimento internazionale. Il “Consiglio nazionale delle donne” organizzò a Roma, nel 1908, il primo “Congresso delle donne” che affrontò i temi dell’istruzione, del lavoro, della salute e dei diritti politici delle donne rappresentando le diverse classi sociali. Un evento per quei tempi straordinario che ebbe una grande risonanza nella stampa e dove parteciparono anche alcuni uomini illustri senza diritto di voto ma che non ebbe gli effetti sperati.
Un punto di svolta sembrò arrivasse nel 1912 con l’inserimento del suffragio anche alle donne nel dibattito parlamentare sul suffragio universale; l’emendamento a favore delle donne raccolse solo 48 voti e fu respinto.
La prima guerra mondiale tolse spazio alle attività per il suffragio alle donne ma le vide impegnate come crocerossine, come operaie … al posto degli uomini al fronte.
Dopo la guerra, venne approvata la legge n. 2125 del 1925 che concedeva il voto alle donne con determinati requisiti e limiti per le elezioni amministrative che, di fatto, non entrò in vigore per la riforma degli enti locali.
Si tornò a parlare di suffragio alle donne alla fine della seconda guerra mondiale: le donne avevano acquisito ancora più consapevolezza sull’importanza della loro partecipazione attiva nella vita pubblica e ancora più determinazione dopo aver vissuto e affrontato con coraggio un’altra guerra e partecipato attivamente anche alla Resistenza.
Le donne votarono così per la prima volta per le amministrative nel 1946 con candidate elette nei consigli comunali e nel 1948 per il referendum del 2 giugno e furono elette 21 donne alla Costituente su 226 candidate.
La presenza delle donne che votarono sia nel 1946 sia nel 1948 fu eccezionale.
Le donne Costituenti elette consapevolmente agirono insieme per inserire nella Costituzione la parità giuridica con gli uomini in tutti i campi, famiglia, lavoro, istruzione, trattamento economico… il cammino per una piena cittadinanza delle donne iniziava…
Pagine ancora da scrivere…

Allora, porgiamo l’orecchio…
echi…
da un passato lontano e vicino
da non dimenticare
per entrare nella vita delle donne
che hanno lottato per i loro e per i nostri diritti
insieme
superando le loro differenze sociali e culturali
parole ancora vibranti
dalle voci di alcune di quelle donne…


“ …io sarò l’interprete, povera interprete delle nostre aspirazioni che diranno la via , anzi le nuove vie, che sentiamo deve seguire con ardore sempre più intenso e fede sempre più sicura, la donna che vuole cooperare efficacemente a febbrile e spesso doloroso lavoro di evoluzione che la società compie...”

 

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 Il voto alle donne.pdf

OO.SS. Comunicato unitario del 30 maggio 2023

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 31 Maggio 2023

Ieri si è tenuto l’incontro con l’Agenzia per definire il confronto sul lavoro agile e il telelavoro domiciliare.
È stata raggiunta una intesa che riconosce il lavoro agile a tutti i dipendenti dell’Agenzia. Nello specifico, per chi ha situazioni tutelate da legge (ad es 104 per se stessi o per parenti di primo grado e per chi è genitore di figli fino a 12 anni), sono previsti fino a 8 gg. al mese di Smart Working, mentre per gli altri dipendenti che non svolgono attività che si devono rendere in presenza sono previsti 6 gg. al mese.
I dipendenti che svolgono le attività che si possono rendere solo in presenza potranno richiedere 4 gg di lavoro agile più altri 2 se hanno situazioni tutelate da legge come sopra decritto. Analogamente per i titolari di PO e IDR. Per le POER sono previsti 2 gg al mese + 2 gg se hanno situazioni tutelate da legge.
Inoltre sarà possibile, in caso di necessità documentata, cambiare, nell’ambito della programmazione concordata, le giornate previste dal contratto individuale.
Abbiamo anche concordato, a seguito degli ultimi eventi disastrosi avvenuti in Emilia Romagna, che in caso di calamità naturali il Direttore di vertice competente possa concedere la possibilità di lavorare in SW. Abbiamo anche ottenuto che in caso che a un dipendente venga richiesto di andare in presenza in ufficio nella sua giornata in SW, la giornata in SW potrà essere recuperata entro il mese successivo.
Rispetto a come era iniziata la trattativa che vedeva l’amministrazione legata a criteri di rigidità, prendiamo atto positivamente che grazie proprio al “confronto” con le OO.SS. molte delle nostre osservazioni e richieste sono state recepite dall’Agenzia.

Il nuovo sistema partirà già dal prossimo 1 giugno e pertanto a breve saranno inviate le istruzioni per la sottoscrizione dei nuovi contratti individuali che avranno la durata di un anno. Vista la materia nuova a cui tutti ci andiamo ad approcciare a regime, abbiamo chiesto e ottenuto che per l’anno di validità dei contratti si proceda ad un monitoraggio della nuova procedura per verificare, nell’ambito di un nuovo successivo confronto, eventuali correttivi di miglioramento.

È stato inoltre definito che il lavoro agile potrà essere effettuato nell’arco orario 7,30-20 con ore 3,30 di contattabilità la cui fascia oraria sarà decisa dal dipendente col dirigente in sede di sottoscrizione del contratto individuale.

Oltre al lavoro agile è stato inoltre chiuso anche il confronto sul telelavoro domiciliare (che riguarda principalmente i più fragili) che permetterà di lavorare da casa con gli strumenti messi a disposizione dall’amministrazione nell’orario previsto per la prestazione in ufficio. Come CGIL - CISL e UIL avevamo chiesto uno sforzo ulteriore all’amministrazione sulle postazioni da mettere a disposizioni e siamo riusciti ad ottenere a livello nazionale 200 postazioni, rispetto alle 150 iniziali, che saranno suddivise per direzione interregionale e le
cui domande (che saranno valutate sulla base dei punteggi relativi ai titoli indicati) potranno essere presentate dai dipendenti interessati su base interregionale per i posti distribuiti alle varie DT.
Eventuali postazioni non coperte saranno redistribuite alle altre regioni che risulteranno invece avere esuberi di domande.
Sugli altri argomenti (criteri per assegnazione delle POER, distribuzione delle somme per il budget di sede anno 2021 e coworking) l’incontro è stato aggiornato al 9 giugno p.v..
Nel pomeriggio si è tenuto poi l’incontro col Direttore Alesse sulle carenze di organico di personale negli uffici che stanno portando anche alla mobilitazione del personale in molte realtà territoriali.
Il merito il Direttore ha confermato per il 1 giugno 2023 l’ingresso dei vincitori del concorso a 40 dirigenti e la prossima assunzione dei 640 assistenti e 340 funzionari del concorso in svolgimento.
Sulla spinta anche delle iniziative di mobilitazione promosse dalle OO.SS. nei vari uffici, il Direttore dell’Agenzia si è attivato con i Presidenti di Commissione di esame affinché al più presto si definiscano le procedure concorsuali.
Questo permetterebbe l’assunzione di queste unità tra fine luglio e fine settembre mano a mano che termineranno gli orali per ogni procedura concorsuale. A seguire l’amministrazione procederà a far scorrere le graduatorie per ulteriori 403 funzionari e 196 assistenti. È stata inoltre annunciato che la procedura di mobilità da altre amministrazioni per 110 assistenti e per 60 funzionari dovrebbe essere completata entro fine luglio.
Tutta questa operazione permetterà l’ingresso di circa 1600 unità tra assistenti e funzionari entro il prossimo autunno.
A seguire poi sarà prevista l’assunzione di altre circa 600 unità o con un nuovo concorso o con un ulteriore scorrimento di graduatorie di quelli in corso. Non è escluso che se non dovessero esserci idonei nelle graduatorie dei concorsi di ADM l’Amministrazione provveda entro l’anno a fare convenzioni con altre amministrazioni per attingere da graduatorie di loro concorsi già definiti.
È stato inoltre preannunciato che è intenzione dell’Agenzia di procedere entro luglio alla pubblicazione della prima procedura di passaggio verticale in deroga per 270 unità (la seconda per circa 250 unità sarà attivata ad inizio 2024) prevista dal PIAO, stabilendo a breve di aprire la contrattazione sull’argomento.
Come CGIL - CISL e UIL abbiamo ribadito la necessità che le dotazioni organiche, risalenti al 2016, hanno la necessità di essere riviste e che le stesse dovranno prevedere anche una operazione di apicalizzazione che permetta anche nei prossimi anni di poter effettuare ulteriori procedure di passaggi verticali per una fattiva valorizzazione del personale in servizio di pari passo alle nuove assunzioni.
Abbiamo inoltre ribadito che ci aspettiamo anche una risoluzione immediata per gli idonei del passaggio da seconda a terza area su cui noi abbiamo lavorato per la presentazione di uno specifico emendamento normativo che l’amministrazione ha annunciato di aver appoggiato per quanto di sua competenza. Abbiamo chiesto inoltre che venga aperto il tavolo per la definizione della terza fase delle cosiddette progressioni economiche.
Infine, per definire molte delle vertenze attivate sui vari territori, abbiamo chiesto che vengano attivati al più presto sui tavoli regionali appositi tavoli di confronto sulla questione delle carenze di organico iniziando così un percorso condiviso di soluzione delle vertenze partendo, nelle more delle assunzioni annunciate, anche dall’individuazione delle priorità delle attività da svolgere col personale presente.

Al riguardo il Direttore Alesse ha comunicato di aver assunto nei giorni scorsi l’impegno a sensibilizzare con un apposito incontro i Direttori Territoriali.

In ultimo abbiamo ribadito la necessità di accelerare sui processi di riorganizzazione che permetterebbero, alla luce anche delle nuove assunzioni, di organizzare in maniera più efficace le attività dell’Agenzia affermando che in questo ambito è necessario riconoscere alcune situazioni di “specialità” per alcuni uffici di confine marittimo, terrestre e aeroportuale che hanno specifiche caratteristiche di carichi di lavoro e di necessità di risposta in termini di servizi all’economia del Paese.

Al termine dell’incontro l’Amministrazione ha inoltre comunicato che con lo stipendio di Giugno sarà erogato il primo e secondo acconto della performance 2022 (ex quota incentivante) per un importo totale medio di circa € 400 cadauno.

Roma 30 maggio 2023

                                            FPCGIL                                         CISLFP                                   UILPA
                                            Iervolino                                         De Caro                                  Procopio

 

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 DOGANE E MONOPOL1.pdf

OO.SS.:23 maggio 2023 -Richiesta incontro urgente

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 24 Maggio 2023

Al Dott. Rocco Flore
Direttore del Personale
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli


Oggetto: richiesta incontro urgente.

 

In relazione alle diverse problematiche contrattuali attualmente in discussione, con particolare riferimento a quelle che più direttamente investono la gestione del personale, quali:
- Famiglie Professionali;
- Completamento delle procedure per l’attribuzione delle progressioni economiche anno 2023, già definite alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale;
- Passaggi tra le aree, in deroga ai sensi dell’art. 52 comma 1-bis D. Lvo 165/2001 (art. 18 C.C.N.L. Funzioni Centrali 2019/2021);
- Accordo per la distribuzione del Budget di Sede anno 2021;
- Mobilità nazionale volontaria

Le Scriventi OO.SS. con la presente chiedono di convocare, urgentemente, una riunione per approfondire i temi evidenziati e calendarizzare un programma di trattative che consenta di addivenire ad un accordo entro l’estate 2023.
In attesa di cortese riscontro si porgono distinti saluti.


Roma 24 maggio 2023
                                                                  FPCGIL                        CISLFP                            UILPA
                                                                 Iervolino                        De Caro                          Procopio

 

 

 

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 Richiestaunitaria23maggio.pdf

Riunione del 23 maggio . Comunicato delle OO.SS.

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 24 Maggio 2023

 

Oggi si è tenuto l’incontro con l’Agenzia sul lavoro agile e i criteri per la selezione delle POER.
Nella nuova proposta presentata sul lavoro agile l’Amministrazione ha accolto alcune delle osservazioni che abbiamo presentato come CGIL - CISL e UIL già dallo scorso incontro.
Abbiamo ribadito la necessità che tutti possano accedere al lavoro agile e che possano scegliere di poter fruire a scelta del dipendente almeno fino a 8 gg al mese (4 per chi riveste incarichi POER, PO e IDR) con una possibile flessibilità delle giornate da programmare quando si manifesti una necessità improvvisa del dipendente nell’ambito di una programmazione nel breve termine. Inoltre, in considerazione che l’Agenzia invece al momento ha proposto di differenziare le giornate fruibili a seconda dell’attività svolta e anche rispetto alle necessità tutelate da legge (le giornate proposte variano da 4 a 6 o 8) abbiamo rappresentato che, se dovesse persistere tale linea, che non condividiamo, è necessario che, in ogni caso, ci siano situazioni omogenee di tutela (104, figli fino a 12 anni, caregiver ecc.) per tutti, a parità di necessità a prescindere dal ruolo e dall’attività svolta dal dipendente.
Abbiamo infine richiesto che la fascia di contattabilità (nell’arco orario 7,30 - 20) sia limitata al massimo a 3 ore e che la stessa sia concordata in fase di sottoscrizione dell’’Accordo col datore di lavoro.
Sulla proposta relativa al telelavoro domiciliare abbiamo richiesto di aumentare le postazioni proposte (ora 180 a livello nazionale) in modo da ampliare la platea dei fruibili. La procedura sarà effettuata a livello di Direzioni Territoriali. È in corso di definizione la possibilità di rilevazione della presenza da remoto e per tale fattispecie che prevede la prestazione negli orari di lavoro di ufficio è riconosciuto il buono pasto.
Per quanto attiene il coworking (lavoro delocalizzato) considerato che sussistono ancora punti di vista diversi rispetto a far coincidere interessi di chi attualmente lo svolge da molti anni e chi ha il diritto e l’aspettativa di doverne fruire come nuovo, la discussione è stata rimandata al prossimo incontro che probabilmente si terrà il 29 mattina
L’amministrazione ha preso atto di tutte le proposte messe in campo sul tavolo e si è impegnata a verificare le ulteriori proposte da noi presentate e ad addivenire nel giro di un paio di giorni a redigere un nuovo disciplinare per rendere a regime l’istituto dello Smart working già dal giugno prossimo.
Come CGIL - CISL e UIL abbiamo rappresentato la necessità di impegnarci con l’amministrazione a verificare entro un anno la fase di applicazione dei nuovi istituti del lavoro da remoto per apporre tutte le modifiche necessarie a migliorarlo.
La trattativa sui criteri di selezione delle POER è stata rinviata al prossimo incontro.
Durante l’incontro di oggi è stato inoltre anticipato dal Direttore del Personale che i posti di “mobilità intercompartimentale” di seconda area passeranno da 60 del bando pubblicato qualche mese fa a 110.
In coda alla riunione le scriventi OO.SS. hanno anticipato al Direttore del Personale che formalizzeranno una nota di richiesta incontro per un cronoprogramma per la definizione di distribuzione del budget di sede anno 2021, accordo per ulteriori passaggi di fascia e passaggi di area e definizione delle famiglie professionali.


Roma 23 maggio 2023
                                                 FPCGIL       CISLFP                  UILPA
                                                Iervolino       De Caro               Procopio

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 Coordinamenti Nazionali Agenzia Dogane e Monopol1.pdf
  • OO.SS: Richiesta integrazione O.d.G.della riunione del 24 maggio 23
  • OO.SS: Comunicazione del 16 maggio 23
  • OO.SS: Nota unitaria al Direttore dell'ADM del 2 maggio 23
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