Giornata internazionale della donna
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Giornata internazionale della donna
Equilibrio vita – lavoro e contrattazione collettiva
Il gender mainstreaming, ovvero iniziative che riescano ad individuare ed analizzare i meccanismi alla base dello sviluppo della parità di genere per contrastare le disuguaglianze, è sempre più centrale nelle politiche europee e nazionali affinché le donne e gli uomini abbiano gli stessi benefici e le stesse opportunità per una società più equa, per rispondere alle diverse esigenze delle persone e per valorizzarne le differenze. Lavoro, reddito, competenze, tempo e potere sono le priorità della Strategia nazionale della parità di genere da raggiungere entro il 2026. Priorità inserite nelle Linee Guida sulla “Parità di genere nell’organizzazione e gestione del rapporto di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni” in attuazione dell’art. 5 del D.L. n. 36/2022 e Strategia inserita nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
https://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/Linee_guida_sulla_Parita_di_Genere.pdf
Un cambiamento possibile con un’attenzione al tasso di occupazione femminile, al tasso di occupazione delle madri, al disequilibrio all’interno della famiglia che rispecchia la posizione lavorativa delle donne diventandone il soggetto più penalizzato nella retribuzione, nella formazione e nella carriera. Un cambiamento possibile attraverso cinque aree di intervento, così come individuate nella Task Force costituita presso il Dipartimento delle pari opportunità durante l’emergenza covid-19 nel “Documento di analisi e proposte”: 1) la parità di genere: la responsabilità di progettare il futuro; 2) il lavoro: un nuovo paradigma femminile ed inclusivo; 3) la scienza: motore di un “Nuovo Rinascimento”; 4) la solidarietà: investire per l’emancipazione di tutte; 5) la comunicazione: parole e immagini.
https://www.pariopportunita.gov.it/media/2348/donne-per-un-nuovo-rinascimento_2020.pdf
La maggiore presenza delle donne nel lavoro che ha evidenziato la necessità di conciliare gli impegni lavorativi con la cura della famiglia contribuisce allo sviluppo economico del nostro Paese. Sebbene le politiche finalizzate alla conciliazione vita - lavoro si rivolgano sia alle donne sia agli uomini per l’accesso ai vari istituti dedicati, a fruirne maggiormente sono le donne determinando un diverso impatto sulle scelte di vita, sullo svolgimento dell’attività lavorativa, sulla formazione e sulla crescita professionale.
L’equilibrio tra l’attività professionale e la vita familiare è uno dei 20 principi fissati nel pilastro europeo dei diritti sociali il quale prevede che “I genitori e le persone con responsabilità di assistenza hanno diritto a un congedo appropriato, modalità di lavoro flessibili e accesso a servizi di assistenza. Gli uomini e le donne hanno pari accesso ai congedi speciali al fine di adempiere le loro responsabilità di assistenza e sono incoraggiati a usufruirne in modo equilibrato”. E, infatti, gli strumenti del work-life balance riguardano le diverse forme lavoro flessibile, i congedi sia per la cura dei figli, sia degli anziani, sia dei disabili, il diritto di assentarsi dal lavoro per motivi familiari urgenti, per infortunio... Strumenti accompagnati anche da benefici e da servizi a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie migliorando la loro vita lavorativa e la loro vita privata, cioè benessere.
Ma se la conciliazione della vita lavorativa con la vita familiare è anche strumento di uguaglianza, per la sua realizzazione sono necessarie azioni che rimuovano gli ostacoli alla piena occupazione e alla crescita professionale delle donne.
Creare sinergia tra le azioni delle politiche familiari, economiche, sociali e occupazionali per ridurre i divari di genere e migliorare la qualità della vita delle donne e degli uomini, significa rendere visibili i loro diversi bisogni superando la segregazione lavorativa delle donne: la segregazione orizzontale, quella degli stereotipi sociali e culturali legati al genere (presenza delle donne in determinati settori, mansioni e professionalità) e la segregazione verticale, quella che non permette il raggiungimento di posizioni apicali (la concentrazione di presenza delle donne ai livelli più bassi della stessa occupazione, mansione, professione, degli uomini)
E le diverse azioni in ambito legislativo, politico e programmatico in tutte le aree e a tutti i livelli implicano, come indica l’Unione Europea, l’integrazione di una prospettiva della parità di genere.
Altro principio importante del pilastro europeo dei diritti sociali è il “Dialogo sociale e il coinvolgimento dei lavoratori” che richiama il coinvolgimento delle parti sociali attraverso la loro consultazione “per l'elaborazione e l'attuazione delle politiche economiche, occupazionali e sociali nel rispetto delle prassi nazionali. Esse sono incoraggiate a negoziare e concludere accordi collettivi negli ambiti di loro interesse, nel rispetto della propria autonomia e del diritto all'azione collettiva.”
La contrattazione collettiva assume così un ruolo strategico per l’integrazione e l’attuazione delle misure previste dalle norme che tutelano gli strumenti di conciliazione e i benefici del welfare integrativo.
La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l’utilità particolare di quelle alle quali è affidata
Olimpe de Goges (1748 – 1793)
Daniela Pazienza con la collaborazione di Angela Fiore
OO.SS.: Comunicato unitario del 29 febbraio 2024
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NEL CORSO DELL’INCONTRO SUL CODICE DI COMPORTAMENTO TROVATO L’ACCORDO SUL LAVORO STRAORDINARIO
Questa mattina si è tenuto l’incontro tra ADM e OO.SS. avente per oggetto il nuovo Codice di comportamento. A seguito dell’illustrazione fatta dal Direttore dell’Audit, con particolare riferimento alle novità introdotte, come CGIL - CISL - UIL abbiamo espresso alcune valutazioni su alcuni passaggi relativi ai “comportamenti in servizio” e all’utilizzo dei sistemi informatici oltre che dei social da parte dei dipendenti. Abbiamo anche rivendicato che sull’argomento ci sia una specifica formazione al personale Abbiamo comunque apprezzato l’approccio che prevede, collegandosi su intranet, che i dipendenti possano rappresentare osservazioni migliorative utilizzando un modulo predisposto, entro l’8 marzo p.v.. Abbiamo in proposito preannunciato la presentazione di eventuali ulteriori osservazioni. A seguire, a fronte della nostra richiesta unitaria, è stato avviata la discussione su alcune criticità collegate alla fruizione dello straordinario. Sul punto è stata trovata una intesa - formalizzata nei prossimi giorni con uno specifico Accordo – che, anche in applicazione al CCNL Funzioni Centrali, prevede la deroga al tetto delle 200 ore annue portandole a 600 ciò al fine di poter rendere possibile che le specifiche attività operative e di raggiungimento degli obbiettivi dell’Agenzia siano garantite secondo il dettato normativo. In coda alla riunione abbiamo anche ribadito la assoluta necessità di chiudere quanto prima l’Accordo sul passaggio di Area in deroga oltre a definire un nuovo Accordo a completamento per i passaggi economici. Abbiamo inoltre richiesto di attivare un confronto per una nuova Mobilità Nazionale volontaria del personale oltre a riprendere la contrattazione per il nuovo CCNI. Infine abbiamo richiesto di scorrere a completamento le graduatorie dell’ultimo concorso, su cui abbiamo registrato una valutazione positiva da parte dell’Amministrazione. Al termine l’Agenzia ha comunicato che i bandi per i passaggi economici anni 2023 sono alla firma del Direttore e saranno pubblicati nei prossimi giorni.
Roma29 febbraio 2024
FP CGIL CISL FP UIL PA
Iervolino De Caro Procopi
OO.SS.: Comunicato unitario del 28 febbraio 2024
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LA VERTENZA SUI TAGLI AL SALARIO ACCESSORIO INIZIA A PRODURRE I SUOI EFFETTI
Il Vice ministro Leo propone una soluzione “ponte” per il 2022 e il 2023 e un percorso condiviso per cambiare il sistema incentivante delle Agenzie Fiscali.
Si è tenuto questa mattina l’incontro con il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Maurizio Leo, avente per oggetto le soluzioni operative per il recupero dei tagli al salario accessorio del personale delle agenzie fiscali.
Possiamo dire che ci è voluto un po’ di tempo per fare breccia negli interlocutori, ma finalmente la vertenza sindacale inizia a produrre degli effetti concreti. Infatti, nel corso dell’incontro il Vice Ministro ha comunicato che intende seguire un percorso articolato in due fasi: la prima va a recuperare, seppure
in parte, quote dei tagli al salario accessorio per le due ultime annualità 2022 e 2023 nell’ambito delle norme attuative del PNRR o, nel caso in cui ciò non fosse possibile, nel primo veicolo normativo a disposizione del Parlamento; la seconda deve invece portare all’approvazione di una norma specifica,
che renda strutturale il superamento dell’attuale sistema incentivante con un nuovo modello collegato alla riforma fiscale.
Su questo specifico aspetto, che dovrà portare ad una innovazione strutturale del sistema di incentivazione delle Agenzie Fiscali, il percorso che ci è stato presentato - che si muoverà nell’ambito delle norme attuative della riforma fiscale - prevederebbe una fase di approfondimento più complesso
da concludere entro ottobre. In merito, su nostra specifica richiesta, il Vice Ministro si è impegnato ad attivare tavoli di confronto che coinvolgano, oltre al MEF e alle Agenzie Fiscali, anche i sindacati.
Le scriventi, nel corso della riunione, hanno precisato ulteriormente la necessità di dare segnali in tempi rapidi ai lavoratori delle Agenzie fiscali, oberati sia dai carichi di lavoro crescenti che dalle nuove disposizioni normative, come l’articolo 6-bis dello Statuto del Contribuente, che comprimono ancor di
più i tempi di lavorazione per il raggiungimento degli obiettivi.
Abbiamo dichiarato di essere altresì disposti a mettere sul tavolo nostre proposte tecniche per superare l’attuale e non più sopportabile situazione che nega ai lavoratori i soldi per i risultati raggiunti annualmente.
Accogliamo positivamente quello che consideriamo un primo passo in avanti per la risoluzione della vertenza e manteniamo tuttavia alta l’attenzione rispetto agli impegni presi, senza i quali non potrà che ripartire la mobilitazione del personale del Fisco.
Roma, 28 febbraio 2024
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Iervolino De Caro Cavallaro Sempreboni Patricelli
Falcone Procopio Sperandini
OO.SS. Comunicato unitario del 30 gennaio 2024
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RIORGANIZZAZIONE: NUOVA RIUNIONE DELL’OPI
In data odierna si è tenuto l’incontro dell’OPI per continuare il confronto sulla riorganizzazione degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Come FP CGIL - CISL FP e UIL PA abbiamo rappresentato alcune perplessità sulla riorganizzazione proposta dall’Agenzia.
I nostri dubbi, insieme ad alcune proposte di modifica, erano stati formalizzati anche attraverso una nota ufficiale presentata subito prima dell’incontro.
Nel merito abbiamo segnalato contrarietà rispetto alla competenza territoriale di alcune Direzioni Territoriali interregionali che dovrebbero essere scorporate, alla costituzione di Uffici Regionali Antifrode che assorbirebbero le attività di tutti gli UADM, alla mancanza di visione rispetto all’annunciata Dogana Europea con particolare riferimento alle Dogane di confine portuale, terrestre e aereoportuale che meriterebbero il riconoscimento di “specialità” per le loro peculiarità di presidio dei confini ed inoltre, rispetto alla mancanza di chiarezza sulle attività di competenza dei nuovi processi lavorativi delle DT e degli UADM, a seguito della soppressione degli Uffici dei Monopoli e dell’accentramento di alcune attività autorizzatorie delle Dogane, abbiamo rappresentato la necessità di evitare sovrapposizioni e appesantimenti amministrativi.
Abbiamo inoltre ribadito la necessità di non disperdere il principio di prossimità territoriale rispetto a tessuti economici importanti di alcune aree del Paese, mantenendo come Uffici dirigenziali alcuni uffici che nella proposta risultano “declassati” e abbiamo ribadito la necessità che questa riorganizzazione non possa essere messa in atto senza una parallela politica di investimento sulle risorse umane con nuove assunzioni, oltre che di un processo di Formazione spinta e reale dei dirigenti e dei dipendenti che permetta una reale omogeneizzazione delle attività.
Il Direttore Alesse ha ringraziato per il contributo fornito anticipando che molte delle osservazioni proposte verranno recepite dall’Amministrazione e preannunciandoci tra 15 giorni una nuova convocazione dell’OPI.
Come CIGL, CISL e UIL apprezziamo l’attenzione alle nostre proposte manifestata sul tavolo ed esprimiamo, in ogni caso, piena condivisione rispetto al metodo utilizzato dall’Agenzia che ha scelto il coinvolgimento delle OO.SS.
Infine abbiamo ricordato al Direttore dell’Agenzia che, se da una parte viene chiesto un sacrificio al personale per affrontare una importante riorganizzazione volta a migliorare l’azione amministrativa delle Dogane e dei Monopoli, altrettanto impegno deve essere messo in campo per dare una risposta adeguata alla “vertenza” sul salario accessorio che abbiamo aperto, anche col MEF, finalizzata a superare la mancata distribuzione di importanti quote incentivanti destinate al personale delle Agenzie Fiscali direttamente collegate al raggiungimento degli obbiettivi previsti dalla Convenzione.
Continueremo in questi giorni a interloquire con l’Amministrazione per dare il nostro contributo per cercare di migliorare la proposta di riorganizzazione presentata.
Roma 31 gennaio 2024
FP CGIL CISL FP UIL PA
Iervolino De Caro Procopio
OO.SS: Nota unitaria al Direttore dell'ADM del 29 gennaio 2024
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Riunione OPI – Osservazioni su progetto di riorganizzazione ADM
Con riferimento alla documentazione presentata in sede di OPI relativa alla proposta di riorganizzazione degli Uffici periferici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si riportano le seguenti osservazioni di sintesi FPCGIL–CISLFP– UILPA.
PREMESSA
Si ritiene utile precisare che le scriventi OO.SS., come già rappresentato in altre occasioni, ritengono oggi necessaria tale riorganizzazione - attuativa delle previsioni di una norma del 2012 - per superare le difformità strutturali tra uffici Doganali e uffici dei Monopoli. Si ritiene pertanto importante non perdere l’occasione per dare una risposta adeguata alle difficoltà operative degli uffici, volta a migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti in uno spirito di benessere organizzativo a cui deve tendere la Pubblica Amministrazione.
Entrando nel merito della proposta si deve constatare, dalla lettura dei documenti presentati, che il modello che si vorrebbe costruire sembrerebbe - al di là dei contenuti condivisibili della Relazione presentata lo scorso 10 gennaio dal Direttore dell’Agenzia - avere uno sbocco che produrrebbe una riduzione se non il superamento delle funzioni di “prossimità” verso l’utenza ed il tessuto economico dei territori, prediligendo una forma tesa all’accentramento di alcuni processi lavorativi presso le DT.
Tale impostazione infatti porta come conseguenza il declassamento di alcuni Uffici Doganali con il trasferimento alle DT di attività e funzioni, nella maggior parte nel settore delle autorizzazioni, che storicamente e per importanza strategica hanno sempre qualificato il ruolo dei servizi doganali per l’economia territoriale oltre che di presidio della legalità in materia tributaria ed extratributaria.
Le scriventi OO.SS. ritengono invece che tali funzioni debbano essere mantenute sui territori e nelle province per garantire maggiore efficacia di presidio e di risposta all’utenza rispetto alle necessità economiche degli operatori in campo di Accise, Giochi e Dogane.
RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI TERRITORIALI
La proposta di riorganizzazione delle DT non prende in considerazione la revisione dell’attuale assetto delle competenze territoriali delle DT.
Non si riscontra nessuna ipotesi di divisione delle Direzioni Interregionali con particolare riferimento al Veneto con il Friuli V. Giulia, alla Liguria con il Piemonte e all’Emilia Romagna con le Marche, ipotesi di riorganizzazione più volte richiesta dalle scriventi OO.SS..
Ad avviso delle scriventi, proprio per il rilievo economico dei territori di riferimento, sarebbe invece più funzionale una rivisitazione delle competenze territoriali delle Direzioni Interregionali sopra menzionate al fine di poter meglio rispondere all’organizzazione degli Uffici, del Territorio e degli Utenti.
Con la costituzione di 2 o 3 nuove Direzioni Regionali (Piemonte e Valle D’Aosta, Friuli V. Giulia e Marche), si costituirebbero Direzioni Territoriali più rispondenti ai carichi di lavoro, alla gestione del personale in servizio, al monitoraggio degli immobili e delle spese di gestione.
1.UFFICIO AFFARI GENERALI
La divisione strutturale dell’Ufficio Affari Generali è condivisibile in quanto l’accorpamento precedente, specie in DT molto grandi, creava evidenti problematiche con un appesantimento di tutte le attività. Nell’ottica del “passaggio” di molte attività degli Uffici dei Monopoli all’interno delle DT si ritiene positivo che venga prevista la suddivisione dei due settori.
2.AUDIT
Rispetto alla ricostituzione dei Servizi AUDIT all’interno delle Direzioni Territoriali si auspica che tale riassetto, previ necessari approfondimenti, sia principalmente orientato verso una attività di audit di processo e non a funzioni ispettive di carattere repressivo. In tale ottica si ritiene che la competenza della parte di audit volta ad approfondire fenomeni di irregolarità debba rimanere nell’alveo delle competenze dell’Audit Nazionale.
Si aggiunge che tale attività debba essere incardinata alle dirette dipendenze dei Direttori Territoriali e non nell’ambito dell’Ufficio Tecnico. Inoltre, nel passaggio delle competenze è indispensabile che non si perdano le professionalità che dal 2019 hanno effettuato sui territori le attività di Audit per conto della Direzione Nazionale.
3.DIRETTORE AGGIUNTO
Nella documentazione presentata dobbiamo constatare che nessuna menzione viene specificata rispetto alla figura del Direttore Aggiunto identificandone funzioni, ubicazione e competenze. Come nessun cenno viene fatto, considerato che rimangono in essere, nella proposta, le DT interregionali, se continueranno a sussistere le doppie sedi o se si intende superato tale contesto.
4.UFFICIO CONTENZIOSO
Nel nuovo assetto organizzativo non si intravede una competenza complessiva dei contesti di contenzioso di competenza regionale, che potrebbe restare lasciando agli Uffici locali le competenze di primo grado, mentre alle DT le competenze di secondo grado e i contenziosi del personale.
5.UFFICI ANTIFRODE
All’interno delle Direzioni Territoriali sono stati creati gli Uffici Antifrode per ogni Regione.
In primis si ritiene porre all’attenzione che in nessun documento messo a nostra disposizione - che dunque si richiede - è definita la struttura degli Uffici Antifrode Regionali.
Appare tra l’altro del tutto evidente come, ad avviso delle scriventi, in alcune Regioni creare una struttura Antifrode Regionale dirigenziale ad hoc (dove già è difficile garantire l’apertura di un Ufficio Doganale per carenze di organico ovvero rispetto ai carichi di lavoro antifrode) sia una scelta non comprensibile, in particolare quando di contro si sceglie invece di declassare Uffici provinciali che hanno un ruolo strategico sul territorio economico di competenza.
Inoltre non risulta assolutamente chiara la struttura gerarchica delle competenze tra Direzione Centrale e Uffici Regionali Antifrode rispetto a quelle che attualmente sono le strutture Antifrode dislocate nei singoli Uffici delle Dogane.
Si rappresentano in proposito forti perplessità rispetto all’accentramento delle attività a livello regionale, controproducente in termini di presidio dei territori, di tempestività ed efficacia degli interventi e, dunque, in generale di operatività dei servizi.
Tali perplessità fanno riferimento in particolare alle attività degli Uffici territoriali di confine terrestre, aeroportuale e portuale (dove spesso sono presenti professionalità esperte del settore e punti di riferimento delle Forze di Polizia e delle locali Procure della Repubblica) che necessitano di tempistiche di intervento molto brevi, considerato il complesso delle normative anche UE in materia, i vincoli del Codice di procedura penale e la celerità di esecuzione delle direttive impartite dalla corrispondente Direzione Centrale.
La creazione di soli “punti di contatto” (di cui tra l’altro nulla è stato specificato nei documenti ricevuti in termini di dipendenza, competenze ed organico) avrebbe la conseguenza di comprimere un ruolo ed una funzione strategici nei singoli Uffici, anche di supporto alle attività in linea oltre che di demotivazione professionale di dipendenti altamente specializzati nel settore.
Inoltre non è chiara la modalità di organizzazione degli interventi rispetto al livello regionale che, in molti territori, avrebbero una competenza su Uffici distanti decine di KM se non in alcuni casi di centinaia di KM.
Ad avviso delle scriventi sarebbe utile mantenere l’attuale struttura Antifrode anche all’interno degli Uffici ADM per garantire il presidio di legalità sul territorio e la capacità di azione e di intervento immediati, specie nelle realtà di confine marittimo, aereo e terrestre con un maggior riconoscimento delle specificità del settore e di incremento delle risorse a disposizione e migliorando, semmai, l’interfaccia tra la Direzione Centrale Antifrode e gli Uffici Antifrode provinciali nonchè ottimizzando gli aspetti organizzativi in capo alle DT con particolare riferimento alla materia di competenza EPPO e DDA e di coordinamento e supporto delle strutture provinciali in capo all’Ufficio Antifrode Regionale.
In ultimo, ma non di minore importanza, non si comprende la motivazione che porta a non intervenire in questo processo organizzativo nella omogeneizzazione delle strutture dei Laboratori Chimici lasciando solo una parte di questi con gestione autonoma in capo a Dirigenti, mentre altri dipendenti dagli Uffici Antifrode.
Tale disomogeneità, specie per Laboratori regionali importanti (ad esempio Lazio e Abruzzo o Puglia Molise e Basilicata) si ritiene possa essere superata con l’istituzione anche nelle altre DT di Laboratori Chimici indipendenti e alle dipendenze del Direttore Interregionale come già avviene in 5 DT.
TRASFERIMENTO ATTIVITA’ IN DT
Rispetto all’assetto organizzativo delle DT sembrano evidenti alcune contraddizioni (seppur solo dedotte perché purtroppo non meglio specificate nelle declaratorie consegnate alle OO.SS.) riferibili alle procedure ed ai processi lavorativi che dagli uffici provinciali o dei Monopoli passerebbero alle Direzioni Regionali o Interregionali.
Infatti non risulta dalla documentazione come avvenga il passaggio di tali competenze e con quali processi esse possano essere espletate nel nuovo assetto.
Un tale rivisitazione dei processi lavorativi dovrebbe avere infatti lo scopo di rendere disponibili maggiori risorse negli UADM accentrando alcune attività nelle DT.
Tuttavia il processo sarebbe possibile solo se fosse stato fornito alle OO.SS. il dato sui carichi di lavoro in particolare relativi a quelle competenze trasferite dagli uffici provinciali e, di conseguenza, il numero di risorse necessarie nelle DT per poter far fronte ai nuovi e maggiori carichi di lavoro.
Diversamente avremmo un passaggio di competenze sono formale che, dalla lettura dei soli documenti consegnati, vedrebbe comunque impiegato lo stesso personale degli UADM nelle attività spostate in DT. Quelle attività in effetti dovrebbero inevitabilmente essere prestate dai dipendenti delle DT rispetto alle diverse province con un ulteriore aggravio di lavoro dovuto proprio all’interfaccia che si dovrà costituire tra gli uffici tecnici delle DT e gli UADM con un rischio anche di “duplicazione” delle istruttorie. Ciò in quanto alcune attività - che secondo il nuovo assetto organizzativo saranno istruite in DT - dovranno poi essere seguite dagli UADM e tornare infine alle DT per l’esito dell’istruttoria.
UFFICI ADM
La proposta presentata sulla organizzazione degli UADM prevede la soppressione di tutti gli Uffici dei Monopoli e la chiusura o meglio declassamento di alcuni Uffici delle Dogane.
In premessa si fa rilevare che nella proposta non risulta chiaro come le competenze degli Uffici dei Monopoli vengano suddivise tra DT e UADM; in effetti non si comprende come saranno garantite le funzioni ex Monopoli in province in cui sono previsti i nuovi UADM, ma dove non risulta presente nessuna unità organizzativa ex Monopoli.
Si ribadiscono in ogni caso fortissime perplessità circa il declassamento degli Uffici delle Dogane in quanto, a parere delle scriventi, alcuni risultano in tutta evidenza essere presidi importanti di territori di sicuro rilievo economico.
Al riguardo si rappresenta che non si identificano nella proposta consegnata i criteri di graduazione presi in considerazione per l’individuazione degli Uffici da declassare ovvero da mantenere, rispetto ai quali saltano all’occhio diverse contraddizioni.
Inoltre a parere delle scriventi OO.SS. in questa fase sarebbe stato utile individuare alcune situazioni di “specialità” di Uffici ADM per il loro ruolo strategico in termini economici nazionali, di presidio e di contrasto alle violazioni tributarie e extratributarie, anche alla luce delle future sfide che vede l’istituzione della Dogana Europea e il nuovo dislocamento delle operazioni che richiedono una struttura in alcuni Uffici in particolare qualificata ed efficiente.
Si fa riferimento ai grandi Uffici di confine terrestre, marittimo e aereo che meritano a nostro avviso uno specifico riconoscimento e una visione organizzativa omogenea che ne valorizzi la specificità e il ruolo strategico anche per il tessuto economico di riferimento (vedi i Porti di Genova - Trieste e Napoli, gli Aeroporti di Roma, Milano e Venezia, i valichi terrestri di Ponte Chiasso e Domodossola verso la Svizzera).
Dalla lettura degli schemi presentati inoltre non risulta chiaro il concetto di “ufficio locale” e “ufficio territoriale” in quanto rispetto alle attuali competenze degli uffici non si riscontrano criteri omogenei di assegnazione di tali nuove attribuzioni. Tra l’altro segnaliamo che alcune siti lavorativi non vengono menzionati in nessun documento (ad esempio gli Aeroporti di Forlì o di Rimini).
In ultimo non risulta chiaro quali saranno le nuove competenze degli Uffici delle Dogane che saranno declassati a Uffici locali o territoriali.
Ad avviso delle scriventi laddove si intende procedere al declassamento dell’Ufficio va da sé che si debba pensare che una serie di attività di questi uffici vengano meno perché andranno in capo all’UADM che li assorbe. Purtroppo non è chiaro come avvenga tale processo, in che termini e con quali risorse umane. Ciò posto si anticipa che non sarebbe condivisibile se si fosse pensato di far gestire Uffici, attualmente di carattere dirigenziale, lasciando tutte le attuali funzioni in capo ad una POER o una PO.
Proprio sull’argomento delle POER e delle PO, che le norme ed i contratti rimettono alla discussione tra le Parti, è evidente che oggi la individuazione del loro numero (dopo la scelta già avvenuta sulle Direzioni Centrali) debba essere frutto di discussione ad ampio raggio ed in maniera più completa,
come già da noi segnalato durante le fasi di confronto sull’argomento, quindi a maggior ragione è necessario aprire quanto prima la trattativa su tali istituti.
ASPETTI LOGISTICI
Si fa notare come nella proposta presentata non vi sia nessun riferimento rispetto al fattore logistico strutturale che si creerebbe a fronte della nuova organizzazione delle strutture territoriali.
Nello specifico non si comprende in primis cosa accadrà con la chiusura degli Uffici dei Monopoli e con la divisione delle competenze tra DT e UADM, anche perché tale operazione avrà ricadute sulla possibile “mobilità di personale”.
In sintesi non si comprende se le strutture che ospiteranno il nuovo assetto organizzativo saranno in grado di avere spazi e capienze necessari alla luce delle nuove competenze e se l’Amministrazione si sia già attivata per verificare le esigenze strutturali necessarie.
CONSIDERAZIONI FINALI
Ad avviso delle scriventi, in considerazione della grande occasione che abbiamo nel riorganizzare le attività creando una maggiore omogenizzazione delle stesse tra settori strutturalmente diversi, è necessario che la fase attuativa del nuovo assetto organizzativo, che auspichiamo possa essere modificato anche accogliendo le osservazioni che si sono riportate, si attui in tempi adeguati senza operazioni frettolose ma che accompagnino l’intero processo di riorganizzazione.
Al riguardo riteniamo necessario che il nuovo assetto si possa mettere in atto solo a seguito delle nuove assunzioni mediante i concorsi previsti nel 2024 (564 unità di Funzionari) e a seguito di un processo di Formazione di tutto il personale sulle nuove procedure attivate a fronte della riorganizzazione.
Ma tali evidenze, ad avviso delle scriventi, portano alla necessità di scegliere la sopracitata opzione di una “attivazione graduale” della riorganizzazione, che potrebbe essere utilmente sostenuta con la predisposizione di una “fase sperimentale” da attivare, ad esempio, in una Direzione Regionale ed in una Direzione interregionale.
Infine riteniamo di assoluta priorità che la riorganizzazione sia accompagnata da un parallelo processo di valorizzazione del personale che parta nell’immediato con la risoluzione della vertenza sul salario accessorio collegato alle Convenzioni e oggi non distribuito ai dipendenti.
Sull’argomento è necessario un impegno diretto e forte da parte dell’Agenzia che porti, unitamente al MEF, al superamento della problematica per poter redistribuire parte dei fondi già accantonati in bilancio di Agenzia e le quote, pari a circa 40 milioni di euro, che di anno in anno vengono destinati al personale delle Dogane e dei Monopoli.
FP CGIL - CISL FP e UIL PA si riservano di approfondire ulteriori aspetti e proposte durante l’incontro dell’OPI del 30 gennaio, con l’auspicio che sia quella una fase ancora interlocutoria che possa chiarire alcuni dubbi e possa meglio evidenziare modalità di miglioramento per una successiva proposta più completa.
29.01.2024
FP CGIL CISL FP UIL PA
Iervolino De Caro Procopio









